Volume III (1968)

La Canzone di Marinella

Fabrizio De Andrè

La Canzone di Marinella da Volume III, Fabrizio De Andrè
La Canzone di Marinella, testo
Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra a una stella

Sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta

Bianco come la luna il suo cappello
come l'amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone

E c'era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi

Furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle

Dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent'anni ancora alla tua porta

Questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno , come le rose
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.
La Canzone di Marinella, note e significato

La Canzone di Marinella è ispirata all'omicidio di Maria Boccuzzi avvenuto il 28 Gennaio 1953. La canzone, pubblicata nel 1964, venne resa celebre da una interpretazione di Mina del 1967.

Ecco come De Andrè commenta la canzone in un'intervista del 1969:

Non considero la canzone di Marinella nè peggiore nè migliore di altre canzoni che ho scritto. Solo che le canzoni si distinguono in fortunate e sfortunate. Probabilmente il fatto che Marinella facesse rima con parole come bella, come stella l'ha resa più fortunata di altre.

In un'intervista con Vincenzo Mollica, racconta invece l'episodio a cui è ispirata:

[la canzone di marinella] É nata da una specie di romanzo familiare applicato ad una ragazza che a 16 anni si era trovata a fare la prostituta ed era stata scaraventata nel Tanaro o nella Bormida da un delinquente. Un fatto di cronaca nera che avevo letto a quindici anni su un giornale di provincia. La storia di quella ragazza mi aveva talmente emozionato che ho cercato di reinventarle una vita e di addolcirle la morte.

Sono legato a questa canzone perché, indipendentemente dal suo valore, trovo che ci sia un perfetto equilibrio tra testo e musica, diciamo che sembra quasi una canzone napoletana scritta da un genovese. Nel momento in cui Mina negli Anni Sessanta cantò 'La canzone di Marinella' determinò anche la mia vita. Scrivevo canzoni da sette anni, ma non avevo risultati pratici e quindi avevo quasi deciso di finire gli studi in legge. A truccare le carte è intervenuta lei cantando questo brano; con i proventi SIAE decisi di continuare a fare lo scrittore di canzoni e credo sia stato un bene soprattutto per i miei virtuali assistiti. Ci vuole proprio un bel coraggio a cantare con Mina 'La canzone di Marinella' perché la sua voce è un miracolo.

2 risposte a “La Canzone di Marinella”

  1. Il motivo della canzone mi emoziona fortemente per la recente morte di mia madre. Non è stata ammazzata fisicamente, ma è come se taluni della famiglia l’abbiano fatto impedendomi di vederla negli ultimi tre anni della sua vita. Mi consola il pensiero che lei ora veda chiaramente la verità leggendo nel mio cuore e che un giorno, quando Dio vorrà, potrò abbracciarla in una gioia che non avrà fine.

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