Astor Piazzolla

Astor Piazzolla

Astor Piazzolla nasce a Mar del Plata, Argentina, nel 1921 da figli di immigrati italiani. Nel 1925 la famiglia si trasferisce al Greenwich Village, New York City, ai tempi un quartiere malfamato. Grazie al padre scopre il tango di Gardel ma entra anche in contatto con il jazz e la musica classica europea. Nel 1929 il padre gli regala un bandeon acquistato in un banco dei pegni. I Piazzolla si spostano quindi a Little Italy, dove Astor comporrà il suo primo tango, La Catinga. [continua...]

Gardel invitò Piazzolla a recitare una breve parte di venditore di giornali nel film El día que me quieras (1935) Gardel invitò Piazzolla a recitare una breve parte di venditore di giornali nel film El día que me quieras (1935)

Quando Gardel arrivò a New York nel 1934 per girare film e registrare dischi, il tredicenne Piazzolla riuscì ad avvicinarlo portandogli in dono una piccola scultura in legno realizzata dal padre. Tra i due si instaurò presto una certa complicità: Piazzolla, che parlava inglese, faceva da interprete a Gardel, lo accompagnava per negozi e gli traduceva persino i complimenti da rivolgere alle ragazze che gli chiedevano autografi. Avendo intuito le doti musicali di Astor, Gardel lo invita a unirsi al suo tour. Suo Padre, fortunatamente, glielo proibisce in quanto ancora troppo giovane; una scelta accorta, dato che proprio in quel tour Gardel morirà in un incidente aereo (si racconta che tra i resti del relitto si trovò anche la statua dei Piazzolla).

Nel 1936 la famiglia torna in Argentina e Astor lavora nelle orchestre di tango e studia composizione con Alberto Ginastera e in seguito a Parigi, con Nadia Boulanger, che lo incoraggia a non separare la formazione colta dalle radici popolari del tango. Da questa sintesi nasce il cosiddetto Nuevo Tango (Tango Nuovo). Piazzolla introduce armonie più complesse, strutture vicine alla musica da camera, elementi jazzistici e una maggiore libertà ritmica. La sua musica viene inizialmente contestata dai difensori del tango tradizionale, che la considerano troppo intellettuale e poco ballabile.

Con il tempo la sua opera diventa uno dei punti di riferimento della musica argentina del Novecento. Brani come Adiós Nonino, Libertango e le Cuatro Estaciones Porteñas mostrano un autore capace di trasformare un genere urbano in linguaggio concertistico senza cancellarne la tensione popolare.

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