Musica Classica

Le radici medievali sono soprattutto vocali e sacre: canto gregoriano, prime polifonie, mottetti e messe. Nel Rinascimento la polifonia diventa più equilibrata e complessa, mentre madrigali e musica sacra mostrano una crescente attenzione al rapporto fra testo e struttura musicale.
Il Barocco, fra Seicento e prima metà del Settecento, stabilizza la tonalità e dà grande spazio al basso continuo, al concerto, alla fuga, alla cantata, all'oratorio e all'opera. Bach, Händel, Vivaldi e Monteverdi appartengono a questo mondo, dove il contrasto e l'ornamento hanno un ruolo centrale.
Il periodo classico in senso stretto cerca chiarezza, equilibrio e forma: sonata, sinfonia, quartetto e concerto trovano una configurazione stabile. Il Romanticismo dell'Ottocento amplia l'orchestra, valorizza l'espressione individuale e porta in primo piano il poema sinfonico, il lied, il virtuosismo e il grande melodramma.
Nel Novecento il linguaggio si frammenta: impressionismo, neoclassicismo, atonalità, serialismo, minimalismo, musica elettronica e nuove avanguardie mettono in discussione la tonalità e le forme ereditate. Parlare di tipi di musica classica significa quindi distinguere sia i periodi storici sia le forme: musica sacra, opera, musica da camera, sinfonica, concertistica, pianistica e corale.

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