
Repent Walpurgis
Video
Note e significato
L'intermezzo di Repent Walpurgis è tratto dal Preludio N°1 in Do Maggiore di Johann Sebastian Bach e venne aggiunto su suggerimento del pianista e cantante Gary Brooker. Matthew Fisher, al quale è accreditata la composizione, descrive così Repent Walpurgis:
Non credo [che la canzone] significhi nulla. [...] Siamo giunti al titolo mentre cercavamo di decidere quali sentimenti ci ispirasse. A me sembrava carica di angoscia e quindi suggerii il termine "repent" (pentimento). Qualcun altro, probabilmente Gary o Keith, dissero che evocava immagini da Notte di Valpurga. E alla fine decidemmo di unire le due cose.
La Notte di Valpurga (traduzione del termine tedesco "Walpurgisnacht") è una festa pagana di celebrazione della primavera, tipica dell'Europa Centrale. Viene celebrata tra il 30 Aprile e il 1° Maggio con balli, canti e falò. In quella data, secondo la tradizione germanica, le streghe uscivano dai loro nascondigli per danzare in onore della luna. Successivamente la festività si fuse con la venerazione di Santa Valpurga (710-779), una religiosa di origini anglosassoni nota per la sua opera missionaria in Franconia.
Repent Walpurgis è conosciuta in Italia con il titolo di Fortuna ed è accreditata a Paolo Dossena / Matthew Fisher (il primo, al quale viene attribuito il "testo" della canzone, ha avuto l'arduo compito di tradurre il titolo).
Una precisazione da fare è invece relativa al Preludio n.1 in DO maggiore di Bach. Questo costituisce l'interludio del brano (al termine del primo assolo di chitarra), e non l'inizio
Hai perfettamente ragione sul secondo punto, grazie, correggo subito.
(a proposito, hai mica una tablatura ben fatta dell'assolo? :D )
Ai tempi io tra l'altro riproducevo pedissequamente il primo assolo, ma sul secondo, dopo aver iniziato in maniere aderente all'originale, improvvisavo. L'idea nella mia testa era quella di eseguire una cover, che rendesse assolutamente riconoscibile il brano, ma che potesse al contempo dare sfogo alla mia "creatività" (sì, lo so, é una parola grossa, per questo l'ho virgolettata). Quello che trovavo una particolarità del brano, ed é il motivo per il quale sto raccontando questo aspetto, é il fatto che il terzo ed l quarto accordo (FAm6 e SOL6) hanno in comune RE e FA, e condividono uno il SOL# e l'altro il SI con il relativo accordo diminuito; infatti, a sequenza FAm6-SOL7 suona con la tensione di un accordo diminuito. Inoltre il secondo accordo del giro, e cioé il Sol#, é il relativo maggiore del FAm. Pertanto, utilizzando un arpeggio sull'accordo di FAdim (o una scala tetratonica, se preferisci - Fa Sol# Si Re) e la sola pentatonica di RE#/DOm é possibile avere uno strumento semplice per improvvisare sull'intero giro di accordi, che consente di salire e scendere con facilità lungo il manico, e che può venire "colorito" a piacimento.
Non so se questa osservazione può risultare interessante... ma é una caratteristica della struttura armonica del brano, e forse vale la pena sottolinearla. Tra l'altro, il sound "cupo" del brano, che ha generato il suo nome, é da attribuire in gran parte a questa particolarità, non solo al fatto che inizia in minore.
ritengo che tu per parlare così sia un musicista professionista, ed é giustissimo ciò che dici; permettimi però qualche piccola precisazione.
Il brano di cui stiamo parlando non lo stiamo armonizzando noi; é stato armonizzato dai Procol Harum nel 1967, e ciò é documentato in uno spartito, che, piaccia o non piaccia, riporta gli accordi Dom - Lab - Fam6 - Sol7 e non DO minore – LAb settima maggiore – RE semidiminuito – SOL settima quinta eccedente.
Quindi, se é del brano dei Procol Harum che stiamo parlando, sono loro la fonte più autorevole, ed é a loro che dobbiamo fare riferimento, non all'armonizzazione della scala di Dom. La cosa può anche essere vista in questo modo: la tua é un'armonizzazione per quadriadi, mentre i primi due accordi dello spartito sono triadi; e lo sono per esplicita dichiarazione (e quindi scelta) dei Procol Harum
Inoltre, permettimi un piccolo appunto. Negli strumenti temperati, LAbemolle e SOLdiesis SONO la stessa cosa; e tu, da professionista, dovresti sapere che la chitarra (cui ci si riferiva) é uno strumento temperato. E' solo se non lo sapessimo noi, musicista dilettanti, che potrebbe essre considerato un peccato veniale, ma non certo per te; tieni presente inoltre che introdurre da tastiera il simbolo "#" é immediato, mentre con gli altri accidenti musicali (escludendo ovviamente il doppio diesis) non può essere fatto; pertanto, l'identificazione che il temperamento equabile fa tra i diesis della nota che precede ed i bemolle della nota che segue risulta utile nello scrivere nelle sezioni messaggi di blog, forum, etc.
Grazie sempre, comunque per il tuo stimolante contributo, che in un modo o nell'altro ci costringe ad approfondire certi aspetti della teoria musicale.
sono coinvolto ( in parte) su questo brano, che mi è stato difficile dimenticare e non so ancora oggi il perchè ( ma credo sia per l'hammond) oggi non c'è più chi lo suonava (R.I.P.).
Il gruppo con il quale suonavo ( chitarra) mi chiese se si poteva "mascherare" l'inizio ( iniziava con la batteria, copiai una parte di un brano di Bach e la incollai (si con la colla) appena sotto al titolo sino alla sua attenuazione sfumata e li iniziava la batteria, non so dire il perchè ma piaque a tanta gente.
Ciò detto non so più confrontarmi sia suonando sia in dissertazioni tecniche che per me sono ormai lontane. Però confermo sulla 1a versione, che oggi fischietto il motivo e ahimè "cercando anche di emulare a voce" il suono della chitarra.....
era il '67 poco dopo le ferie acquistammo il disco........ sono passati 55 anni, e Dio solo sa se vorrei avere una "Strato" mai avuta, per i mezzi, all'epoca, per il lavoro poi, ora in pensione da artigiano.
Neppure in una fiera potei usarla un attimo