
Far beyond the sun
Video
Note e significato
Yngwie Malmsteen in concerto
Far Beyond the Sun è probabilmente il brano che meglio sintetizza l’idea musicale del primo Yngwie Malmsteen: prendere il linguaggio virtuosistico e armonico della musica classica e trasferirlo, senza addolcirlo, nel suono di una Stratocaster spinta attraverso amplificatori Marshall. A differenza di altri pezzi di Rising Force, che Malmsteen aveva composto anni prima in Svezia, Far Beyond the Sun nacque appositamente per l’album del 1984. L’idea gli venne mentre era ancora in tournée con gli Alcatrazz e Malmsteen registrava frammenti e idee su un piccolo registratore portatile. Più che da Bach o Paganini, l'ispirazione classica indicata da Malmsteen è quella di Beethoven,
Stavo pensando, ritmicamente, alla Quinta di Beethoven. Non ho mai provato vergogna nel rubare ai più grandi compositori.
Il riferimento è quindi soprattutto ritmico: nell’attacco e in diversi passaggi di Far Beyond the Sun ricompare quell’idea di una breve cellula insistente che genera tensione e movimento, lo stesso principio reso celebre dall’inizio della Quinta Sinfonia. Ma il vocabolario melodico di Malmsteen viene anche da Bach, dalla musica barocca e soprattutto da Paganini: scale minori armoniche, arpeggi diminuiti, sequenze rapidissime e un modo di concepire la chitarra quasi come un violino solista. "Nessuno suonava gli arpeggi folli di Paganini sulla chitarra. Tutti si limitavano alla pentatonica".
Malmsteen ha anche cercato di costruire l’accompagnamento secondo un principio tipico dei piccoli ensemble classici: evitare che basso, tastiere e chitarra raddoppino continuamente le stesse note. Per questo le parti affidate a Jens Johansson alle tastiere e quelle di basso, suonato dallo stesso Malmsteen, si muovono spesso su intervalli differenti rispetto alla chitarra, allargando l’armonia.
Ricordando che Bach, Beethoven e molti altri grandi compositori erano anche celebri improvvisatori, Malmsteen non ha mai pensato a Far Beyond the Sun come a un pezzo da riprodurre fedelmente nota per nota. È un elemento costante del suo repertorio dal 1984, ma dal vivo ne modifica l’introduzione, a volte aggiungendo un adagio prima del riff principale o combiando parti dell’assolo.
Mi diverte suonare questo pezzo ogni sera, perché l'assolo di chitarra non è mai lo stesso. Lo improvviso ogni volta.
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