Parnassius Guccinii (1993)

Non Bisognerebbe

Francesco Guccini

Non Bisognerebbe da Parnassius Guccinii, Francesco Guccini
Non Bisognerebbe, testo
Non bisognerebbe mai ritornare.
Perché calcare i tuoi vecchi passi, calciare gli stessi sassi,
su strade che ti han visto già a occhi bassi?
Non troverai quell'ombra che eri tu e non avrai quell'ora in più
che hai dissipato e che ora cerchi;
si scioglierà impossibile il pensiero a rimestare il falso e il vero
in improbabili universi.

Eppure come un cane che alza il muso e annusa l'aria
batti sempre la tua pista solitaria
e faccia dopo faccia e ancora traccia dopo traccia
torni dove niente ti aprirà le braccia.
E rimpiangere, rimpiangere mai.
Come piovigginano le vecchie cose: perché fra i libri schiacciare rose
di risa paghe e piene delle spose?

E buttar via un incognita e uno scopo, trascurare il giorno dopo,
come se chiudesse sempre;
studiar la stessa pagina di storia conosciuta già a memoria,
date e luoghi impressi a mente.
Ma gocciola da sempre sul bagnato, tesoriere dei tuoi giorni,
di chi ha preso e di chi ha dato.
E ora dopo ora e dopo un attimo ed ancora la poetica consueta è "dell'allora".

Primo: Non ricordare.
Perché i ricordi sono falsati, i metri e i cambi sono mutati
per la spietata legge dei mercati.
È come equilibrarsi sugli specchi, ad ogni occhiata un po' più vecchi,
opachi, muti e deformanti.
Frugare dentro ai soliti cassetti dove non c'è quel che ci metti
e mai le cose più importanti.
E invece come tutti sempre lì a portarli addosso,
a ricercare quel sottile straccio rosso
che lega il tempo assente ed il presente e nella mente,
tutto questo poi ci si confonderà.
Non bisognerebbe mai ricordare.

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