Radici (1972)

Radici

Francesco Guccini

Radici da Radici, Francesco Guccini
Radici, testo
La casa sul confine della sera,
oscura e silenziosa se ne sta
respiri un'aria limpida e leggera
e senti voci forse d'altra età

La casa sul confine dei ricordi
la stessa sempre come tu la sai
e tu ricerchi là le tue radici
se vuoi capire l'anima che hai

Quanti tempi e quante vite sono scivolate via da te
come il fiume che ti passa attorno:
tu che hai visto nascere e morire gli antenati miei
lentamente giorno dopo giorno

Ed io l'ultimo ti chiedo se conosci in me
qualche segno qualche traccia di ogni vita
o se solamente io ricerco in te,
risposta ad ogni cosa non capita.

Ma è inutile cercare la parole
la pietra antica non emette suono
o parla come il mondo come il sole
parole troppo grandi per un uomo

E te li senti dentro quei legami
i riti antichi e i miti del passato
e te li senti dentro come mani
ma non comprendi più il significato

Ma che senso esiste in ciò che è nato dentro ai muri tuoi
tutto è morto e nessuno ha mai saputo
o solamente non ha senso chiedersi
io più mi chiedo e meno ho conosciuto

Ed io l'ultimo ti chiedo se così sarà per un altro dopo che vorrà capire
e se l'altro dopo qui troverà
il solito silenzio senza fine

La casa è come un punto di memoria
le tue radici danno la saggezza
e forse è proprio questa la risposta
e provi un grande senso di dolcezza.
Radici, note e significato

A proposito di "Radici" mi piace ricordare questo piccolo aneddoto raccontato da Enzo Biagi:

"Abbiamo delle nonne in comune io e Guccini. Fa piacere avere tra i parenti un tipo come lui. Sembra che non si sia mai allontanato da Pàvana, e racconta storie che hanno come scenario quei paesaggi che hanno accompagnato anche la mia infanzia: col cuore e le parole dei poeti."

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.