
Ultimo discorso registrato
Ultimo discorso registrato
Testo
che t'hanno fatto agli occhi, Gesù Maria.
Terza domanda quanti anni ho, sotto il cielo
e quante mosche ho torturato nella mia infanzia, buona e cattiva.
Prima di diventare uno di loro,
quanto ci ho messo , quanta rabbia
e quanto sesso dietro ai vetri.
Discutevano in quattro in un tramonto italiano,
di politica, estetica e matematica.
Le loro sigarette tiravano il fumo al mulino
e all'improvviso un'esplosione da lontano.
Erano l'ultima guerra e il primo amore,
miti tranquillizzanti, forse droghe pesanti
o mani pietose che chiudono gli occhi.
E adesso dimmi quando finirà la guerra,
adesso dimmi quando finirà la guerra,
ed adesso, per favore, dimmi quando finirà la guerra,
sono stufo di stare nella mia trincea di lusso.
E a questo punto i tre quarti del pubblico,
cominciarono a fischiare e a gridare:
"Ogni cosa al suo posto, quest'uomo è nel posto sbagliato".
Ed io vi ho solamente raccontato,
senza niente inventare, l'ultimo discorso registrato,
dell'uomo che voleva parlare,
dell'uomo che voleva parlare...
Video
Note e significato
Ultimo Discorso Registrato trae spunto dal cosiddetto "Processo" del Palalido di Milano, avvenuto il 2 Aprile 1976. Durante questo concerto De Gregori venne spesso interrotto e contestato da alcuni ragazzi del pubblico appartenenti a collettivi politici di estrema sinistra. Dopo il concerto il cantautore venne obbligato a tornare sul palco e rispondere all'accusa di aver commercializzato la sua musica e di conseguenza i temi cari alla sinistra italiana ("Quanto hai preso stasera?", "Vai a fare l'operaio e suona la sera a casa tua"). I contestatori vennero poi dispersi dalla polizia, una ventina di minuti più tardi.
L'episodio colpi profondamente de Gregori che dichiarerà: "Non canterò mai più in pubblico. Stasera mancava solo l'olio di ricino, poi la scena sarebbe stata completa".
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