Vou Dar de Beber à Dor (1969)

Casa da Mariquinhas

Fado Portoghese

Casa da Mariquinhas da Vou Dar de Beber à Dor, Fado Portoghese
Casa da Mariquinhas, testo
Foi no Domingo passado que passei
À casa onde vivia a Mariquinhas
Mas está tudo tão mudado
Que não vi em nenhum lado
As tais janelas que tinham tabuinhas

Do rés-do-chão ao telhado
Não vi nada, nada, nada
Que pudesse recordar-me a Mariquinhas
E há um vidro pegado e azulado
Onde via as tabuinhas

Entrei e onde era a sala agora está
À secretária um sujeito que é lingrinhas
Mas não vi colchas com barra
Nem viola nem guitarra
Nem espreitadelas furtivas das vizinhas

O tempo cravou a garra
Na alma daquela casa
Onda às vezes petiscávamos sardinhas
Quando em noites de guitarra e de farra
Estava alegre a Mariquinhas

As janelas tão garridas que ficavam
Com cortinados de chita às pintinhas
Perderam de todo a graça
porque é hoje uma vidraça
Com cercaduras de lata às voltinhas

E lá pra dentro quem passa
Hoje é pra ir aos penhores
Entregar o usurário, umas coisinhas
Pois chega a esta desgraça toda a graça
Da casa da Mariquinhas

Pra terem feito da casa o que fizeram
Melhor fora que a mandassem prás alminhas
Pois ser casa de penhor
O que foi viver de amor
É ideia que não cabe cá nas minhas

Recordações de calor
E das saudades o gosto
eu vou procurar esquecer Numas ginjinhas
Pois dar de beber à dor é o melhor
Já dizia a Mariquinhas

Pois dar de beber à dor é o melhor
Já dizia a Mariquinhas
La Casa di Mariquinhas, traduzione
Domenica scorsa sono passato
nella casa dove viveva Mariquinhas,
ma tutto è così cambiato
che non ho visto da nessuna parte
quelle finestre con le persiane

Dal pavimento al tetto
non ho visto nulla, nulla, nulla
che potesse ricordarmi Mariquinhas,
e c'è una finestra azzurrina incassata nel muro
che una volta aveva le persiane

Sono entrata e dove c'era la sala ora c'è
la segretaria, una tipa davvero magrolina,
ma non ho visto le trapunte con l'orlo
né la viola né la chitarra,
né gli sguardi furtivi dei passanti.

Il tempo ha impresso il suo marchio
sull'anima di quella casa
dove a volte assaporavamo le sardine,
quando nelle notti di chitarra e di bagordo
stava allegra Mariquinhas

Le finestre tanto eleganti
con le tendine fiorate a pallini,
han perso tutta la grazia
perché oggi c'è una vetrata
con cerchiature in ferro ovunque

E se oggi qualcuno passa per di là
è solo per chiedere un prestito,
consegnare all'usuraio un piccolo pegno,
ché ha ceduto a questa disgrazia tutta la grazia
della casa di Mariquinhas

Per aver fatto della casa ciò che han fatto
sarebbe da mandarli a farsi benedire,
perchè aver trasformato in un banco dei pegni
quella che fu una casa d'amore
è un'idea che non riesco nemmeno a concepire

I ricordi del calore
e della melanconia, un sapore
che cercherò di annegare nel liquore portoghese,
perché dare da bere al dolore è la cosa migliore,
come diceva Mariquinhas

perché dare da bere al dolore è la cosa migliore,
come diceva Mariquinhas
Casa da Mariquinhas, note e significato

A Casa da Mariquinhas è stata musicata da Silva Tavares Alfredo Rodrigo Duarte (1891 ‐ 1982), più noto col nome d'arte di Marceneiro. Il testo originale è del giornalista João Silva Tavares (1893 ‐ 1964). La versione cantata da Amália Rodrigues è stata adattata da Alberto Janes (1909 ‐ 1971). La canzone è conosciuta anche con il titolo di "Vou Dar de Beber À Dor" ("Darò da Bere al Dolore").

"Mariquinhas", nella canzone usato come diminutivo di Maria, significa in portoghese "persona dolce, debole e un po' effemminata". In slang viene spesso usato per indicare in maniera neutrale un omosessuale.

Nel 1974 Amália Rodrigues ha inciso anche una versione in italiano di A casa da Mariquinhas dal titolo La Casa in Via del Campo. Il testo della versione italiana, tradotto da Roberto Arnaldi (1941 ‐ 2012), differisce notevolmente da quello portoghese, ed è riportato qui sotto.

La Casa in Via del Campo
C'era sempre una canzone per voi
un bicchiere due risate con noi
nella casa in via del campo
dove dolce andava il tempo
dove ho riso amato e tante volte ho pianto
ci scaldavano le ore
qualche volta in fondo al cuore
rimaneva un'ombra triste di rimpianto
nostalgia di non poter guardare il sole
nella casa in via del campo.

Han riaperto le finestre quel dì
le risate son volate lontano
una ditta di trasporti per coloro che son morti
con le insegne bianco e oro al terzo piano
dove son le tende a fiori
delle lampade i colori
i capelli di maria le sue mani
si direbbe ormai finito tutto quanto
nella casa in via del campo.
Una notte son tornato però
mi pareva di sentir come allora
quelle voci rider forte
un dischiudersi di porte
quattro note di chitarra
cose morte
ho cercato a lungo invano
quella luce al terzo piano
quella donna che sapeva anche amare
ve l'ho detto orami è finito tutto quanto
nella casa in via del campo.

Io non piango i miei vent'anni e poi
tante volte abbiamo pianto anche noi
ma potevano lasciare
tutto quanto riposare
ora che non si potrà mai più cantare
io l'ho detto a Maria
vieni a bere vecchia mia
un bicchiere per poter dimenticare
tanto vedi è finito tutto quanto
nella casa in via del campo
tanto vedi è finito tutto quanto
nella casa in via del campo

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