Canto a lo Humano (1972)

Luchin

Victor Jara

Luchin da Canto a lo Humano, Victor Jara
Luchin, testo
Fràgil como un volantin
En los techos de Barrancas
Jugaba el nino Luchin
Con sus manitos moradas,
con la pelota de trapo,
con el gato y con el perro,
el caballo lo miraba...

En la agua de sus ojos
Se banaba el verde claro,
gateaba a su corta edad
con el potito embarrado,
con la pelota de trapo,
con el gato y con el perro,
el caballo lo miraba...

El caballo era otro juego
En aquel pequeno espacio
Y al animal parecia
Le gustaba este trabajo,
con la pelota de trapo,
con el gato y con el perro,
el caballo lo miraba...

Si hav ninos como Luchin
Que comen tierra y gusanos
Abramos todas las jaulas
Pa' que vuelen como pajaros,
con la pelota de trapo,
con el gato y con el perro,
y tambien con el caballo.
Luchin, traduzione
Fragile come un aquilone
Per le strade di Barrancas
Giocava il piccolo Luchin
Con le mannine livide,
con il pallone di stracci,
con il gatto e con il cane,
il cavallo li guardava...

Nell' acqua dei suoi occhi
Si bagnava il verde chiaro,
giocherellava alla sua giovane età
con il culetto infangato,
con la palla di stracci,
con il gatto e con il cane,
il cavallo li guardava...

Il cavallo era un altro gioco
In quel piccolo mondo
E l'animale sembrava
Gli piacesse quel lavoro,
con la palla di stracci,
con il gatto e con il cane,
il cavallo li guardava...

Finchè ci saranno bimbi come Luchin
Che mangiano terra e vermi
Apriamo tutte le gabbie
Perché volino come uccelli
con il pallone di stracci,
con il gatto e con il cane,
ed anche il cavallo.
Luchin, note e significato

La moglie di Jara racconta l'episodio che ispirò la canzone "Luchin", avvenuto in seguito ad un violento nubifragio che sconvolse i quartieri poveri di Santiago nel 1972:

"Vista la situazione di emergenza si decise di trasferire i bambini nella sede della Facoltà, adibendo a dormitori le grandi aule destinate al balletto, decisione che, benché logica dal momento che la vita e la salute dei piccoli erano in pericolo, sembrava assolutamente inedita e rivoluzionaria.

Era la prima volta che la tragedia della povertà toccava il nostro comodo e privilegiato mondo, e sono convinta che per molti dei ballerini si trattò di una esperienza straordinaria. Anche se potevamo esserne stati politicamente e socialmente consapevoli, spesso provvedendo alla consueta raccolta di indumenti e coperte usate "per i poveri", era ben diverso prendersi effettivamente cura di quelle creaturine, vederle mangiare tanto voracemente e dopo aver lavato e pettinato le zazzere arruffate, scoprire che erano bellissimi bambini.

Uno dei piccini portati alla Facoltà divenne il soggetto di una canzone di Victor. Luchin era gravemente malato di pleurite e aveva bisogno di assistenza continua, giorno e notte. Lo aveva trovato Quena durante una delle sue numerose spedizioni alla poblaciòn, un sudicio fagottino di stracci sul fangoso pavimento di una baracca in cui viveva assieme alla sua numerosa famiglia. Un cavallo, l'unico bene prezioso della loro precaria esistenza, condivideva la stanza. Luchin aveva quasi un anno, ma era molto piccolo per la sua età. Prima di tornare dalla sua famiglia, aveva bisogno di una lunga convalescenza, così Victor e io ce lo portammo a casa e ci occupammo di lui per qualche settimana [...] Successivamente, con il consenso dei genitori, Luchin fu definitivamente adottato da Quena."

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