Dire Straits (1978)

Sultans of Swing

Dire Straits

Sultans of Swing da Dire Straits, Dire Straits
Sultans of Swing, testo
You get a shiver in the dark
It's been raining in the park but meantime
South of the river you stop and you hold everything
A band is blowing Dixie double four time
You feel all right when you hear that music ring

You step inside but you don't see too many faces
Coming in out of the rain to hear the jazz go down
Too much competition too many other places
But not too horns can make that sound
Way on downsouth way on downsouth London town

You check out Guitar George he knows all the chords
Mind he's strictly rhythm he doesn't want to make it cry or sing
And an old guitar is all he can afford
When he gets up under the lights to play his thing

And Harry doesn't mind if he doesn't make the scene
He's got a daytime job he's doing alright
He can play honky tonk just like anything
Saving it up for Friday night
With the Sultans with the Sultans of Swing

And a crowd of young boys they're fooling around in the corner
Drunk and dressed in their best brown baggies and their platform soles
They don't give a damn about any trumpet playing band
It ain't what they call rock and roll
And the Sultans played creole

And then the man he steps right up to the microphone
And says at last just as the time bell rings
"goodnight now it's time to go home"
and he makes it fast with one more thing
"We are the Sultans, we're the sultans of Swing"
I Sultani Dello Swing, traduzione
Avverti un brivido nell'oscurità
sta piovendo nel parco ma nel mentre
oltre il fiume ti fermi e hai la certezza di possedere tutto
una band sta suonando un Dixie al tempo di due quarti
e ti senti veramente a posto quando ascolti quella musica

Entri nel bar ma non vedi molti volti
andare e venire nella pioggia per ascoltare il jazz
troppa competizione, ci sono molti altri posti
ma non molti fiati sanno produrre quel suono
spostandoci verso il sud, spostandoci verso il sud di Londra

Guarda Guitar George che conosce tutti gli accordi
ricorda, lui è ritmo rigoroso, non vuole far piangere o cantare
e una chitarra consumata è tutto ciò che può offrire
quando si alza sotto i riflettori per suonare il suo pezzo

E ad Harry non importa se non può dar spettacolo
ha un impiego fisso e questo gli basta
può suonare l'honky tonk come qualunque altra cosa
tenendolo da parte per il venerdì sera
quando è con i Sultani, i Sultani dello Swing

E un gruppo di giovani ragazzi ozia nell'angolo
ubrichi e vestiti coi loro migliori pantaloni marroni e con le suole piatte
e non gli importa niente di nessuna tromba suonata dal gruppo
non è ciò che chiamano rock and roll
e i Sultani suonano creolo

E poi, l'uomo si avvicina al microfono
dice, non appena la campana rintocca,
"Grazie, buonanotte, è ora di andare a casa"
e lo fa velocemente aggiungendo
"noi siamo i Sultani, siamo i Sultani dello Swing"
Sultans of Swing, note e significato

"Sultans of Swing" è stata scritta da Mark Knopfler nel 1977. La musica è stata inizialmente composta su una chitarra acustica. A tal proposito, l'autore racconta:

"All'inizio mi sembrava [una musica] abbastanza scialba, ma non appena comprai la mia prima Fender Stratocaster nel 1977, la cosa cambiò completamente, anche se il testo rimase lo stesso. [La musica] sembra prendere vita non appena la suonai su quella Stratocaster del 1961 che è rimasta la mia chitarra principale per molti anni e praticamente la sola che ho suonato nell'album di esordio. I nuovi accordi sembravano trovarsi da soli e inserirsi senza problemi nella melodia."

L'inspirazione per la canzone venne all'autore mentre ascoltava un gruppo jazz suonare nell'angolo di un pub quasi deserto di Deptford, nella periferia sud di Londra. Il cantante presentò la band come i "Sultans of Swing" e il contrasto tra la trascuratezza della band e il loro nome altisonante divertì molto Knopfler.

Il "Guitar George" citato in "Sultans of Swing" è il chitarrista George Borowski, amico di Mark Knopfler.

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