Mort Cinder

Mort Cinder


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1962 - 1964
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© Yago

Mort Cinder è un personaggio ideato da Héctor Germán Oesterheld (1919 – 1977) e disegnato da Alberto Breccia (1919 – 1993). Compare per la prima volta il 17 Agosto 1962, tra le pagine del numero 718 della rivista argentina Misterix, mentre il suo compagno di avventura, l’antiquario Ezra Winston, era già apparso il 20 Luglio dello stesso anno, nel prologo intitolato Ezra Winston l’Antiquario. La serie di Mort Cinder giunge al termine il 28 Febbraio 1964 nel numero 798 di Misterix.Il volto di Mort Cinder si ispira a quello di Horacio Lalia, amico e collaboratore di Breccia; Ezra Winston è invece Breccia stesso invecchiato.

Riporto qualche nota biografica sugli autori:

Alberto Breccia

Alberto Breccia nasce a Montevideo, Uruguay, e comincia a disegnare professionalmente nel 1939, a soli vent’anni. Nel 1950 diventerà membro onorario del cosiddetto Gruppo di Venezia, composto da espatriati italiani come Hugo Pratt, Alberto Ongaro e Mario Faustinelli e insieme a Pratt fonderà la Scuola D’Arte Panamericana. In questo ambiente conoscerà Héctor G. Oesterheld.

Hector Oesterheld
Hector Oesterheld

Argentino di nascita ma mezzo tedesco e mezzo basco, Oesterheld è un personaggio dai numerosi talenti: laureato in geologia, esercita la professione di giornalista e si interessa di fumetto. Insieme i due lavorano a Mort Cinder (1962) e successivamente a una biografia a fumetti della vita di Che Guevara (La Vida del Che, 1968). A causa di quest’opera, alle sue simpatie di sinistra e alla partecipazione al gruppo di guerriglia dei Montoneros, Oesterheld verrà rapito e presumibilmente ucciso su ordine della giunta militare argentina.

Si racconta che Alberto Ongaro, chiedendo ufficialmente notizie dell’amico scomparso, ricevette questa inquietante risposta: “Ci siamo dovuti occupare di lui perché ha realizzato la più bella biografia di Che Guevara che sia mai stata scritta”.

Breccia riuscirà invece a continuare la sua carriera, rimanendo fedele al suo peculiare stile di disegno, basato su un continuo alternarsi di chiaro-scuri e sull’utilizzo di collage e retini. Nel 1974 comincerà una proficua collaborazione con Carlos Trillo con il quale pubblicherà ‘Un tal Daneri’ (1974), ‘Nadie’ (1977) e ‘I Miti di Chtulhu’ (1978).