Dieci Motivi per cui Leggere Alla Ricerca del Tempo Perduto

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Marcel Proust: biografia, pensiero e opere | Studenti.it
Marcel Proust (1871 – 1922)

Annoverato tra i capolavori della letteratura mondiale, Alla Ricerca del Tempo Perduto di Marcel Proust è un mattone di 4,200 pagine, organizzato in sette volumi e un variabile numero di libri. I temi di cui si occupa sono la forza del ricordo, l’importanza delle abitudine, l’amore, l’eros, il viaggio (reale e immaginario), e l’etimologia dei toponimi.

Per chi, come me, ha una formazione scientifica, è difficile comprendere perché un’opera così esasperatamente ripetitiva, inutilmente prolissa e confusamente strutturata, debba godere di tanta considerazione.

Probabilmente molti dei critici che ne declamano la grandezza si sono limitati a scorrere una parte del primo libro, che è un po’ come suggerire di leggere l’intera Divina Commedia basandosi sulle ambientazioni ben caratterizzate dell’Inferno.

Quindi, se non siete sicuri di voler iniziare o meno questa impegnativa lettura, lasciate che vi dia dieci valide ragioni per farlo:

  1. Ogni paragrafo, per quanto noioso, è scritto molto bene, e tra le tante prolissità si nascondono grandi momenti poetici e riflessioni non banali.
  2. Il racconto offre una dettagliata testimonianza di come persone disturbate possano fraintedere semplici gesti e sguardi; e su questi fraintendimenti basare decisioni significative, come quelle di non parlar più con una persona. Utile per comprendere meglio la vostra vita sentimentale.
  3. Vi sentirete appartenere all’elite di quelli che hanno abbastanza tempo libero da poterlo sciupare leggendo un’opera così lunga.
  4. L’involontaria e perfetta descrizione dell’inutilità della classe nobiliare e dei suoi riti vi faranno apprezzare ulteriormente la Rivoluzione Francese.
  5. L’intento di dare all’opera un effetto onirico è ben riuscito. A volte potreste anche voi appisolarvi tra un dialogo e l’altro.
  6. Alcuni personaggi sono veramente ben caratterizzati, su tutti Françoise, la serva di casa Proust.
  7. Le paranoie del Narratore vengono analizzate in dettaglio, senza censura né senso del ridicolo.
  8. Potrete finalmente citare qualche episodio in più oltre alla famosa Madeleine (che resta comunque il punto più alto dell’opera).
  9. E’ bello scoprire che, rispetto a Marcel Proust, siamo tutti delle persone equilibrate, razionali e coi piedi per terra.
  10. Una volta richiuso l’ultimo volume e appoggiatolo sul comodino, godrete nel ritrovare il tempo a vostra disposizione e potrete quindi dedicarvi a una lettura migliore: Il Libro delle Inquietudini di Fernando Pessoa.
  11. Resterete scioccati nello scoprire che la Parte di Méséglise e la Parte dei Guermantes sono in realtà connesse.

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