La Pulce d’Acqua (1977)

Ballo in Fa#-

Angelo Branduardi

Ballo in Fa#- da La Pulce d’Acqua, Angelo Branduardi
Ballo in Fa#-, testo
Sono io la morte,
e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona,
perciò sono crudele, fiera e dura,
e non mi fermeranno le tue mura.

Sono io la morte,
e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona,
e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare,
e con l'oscura morte al passo andare.

Sei l'ospite d'onore
del ballo che per te suoniamo,
posa la falce e balla tondo a tondo,
il giro di una danza
e poi un'altra ancora,
e tu del tempo non sei più signora.

Sei l'ospite d'onore
del ballo che per te suoniamo,
posa la falce e balla tondo a tondo,
il giro di una danza
e poi un'altra ancora,
e tu del tempo non sei più signora.
Ballo in Fa#-, note e significato

Il testo di Ballo in Fa#- è stato scritto da Luisa Zappa, moglie di Branduardi, partendo dall'iscrizione del dipinto Danza Macabra, affrescato da Simone Baschenis de Averara nel 1539 sulla chiesa di San Vigilio a Pinzolo (TN):

Io sont la morte che porto corona
Sonte signora de ognia persona
Et cossi son fiera forte et dura
Che trapaso le porte et ultra le mura.

danza macabra pinzolo

La melodia della canzone si rifà alla melodia friulana Schiarazula Marazula raccolta da Giorgio Mainerio (1535- 1582) nell'opera Il Primo Libro de Canti (1578).

Ballo in Fa#- esprime in maniera emblematica il pensiero debole di Branduardi, secondo il quale la musica ha un potere così divino da riuscire anche a far dimenticare l'esistenza della morte.

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