Due Anni Dopo (1970)

Ophelia

Francesco Guccini

Ophelia da Due Anni Dopo, Francesco Guccini
Ophelia, testo
Quando la sera colora di stanco
il dorato tramonto, le torri d guardia,
la piccola Ophelia vestita di bianco,
va incontro alla notte dolcissima e scalza.

Nelle sue mani ghirlande di fiori,
nei suoi capelli riflessi di sogni,
nei suoi pensieri i mille colori
di vita e di morte, di veglia e di sonno.

Ophelia, che cosa senti quando la voce dagli spalti
ti annuncia che è l'ora già e il giorno piano muore?
Ophelia, che vedi dentro al verde dell'acqua del fossato,
nei guizzi che la trota fa cambiando di colore?

Perché hai indossato la veste più pura?
Perché hai disciolto i tuoi biondi capelli?
Corri allo sposo, hai forse paura
che li trovasse non lunghi, non belli?

Quali parole son sulle tue labbra?
Chi fu il poeta o quale poesia?
Lo sa il falcone nei suoi larghi cerchi?
O lo sa sol la tua dolce pazzia?

Ophelia, la seta e le ombre nere ti avvolgono leggere,
ma dormi ormai e sentirai cadenze di liuto.
Ophelia, non puoi sapere quante vicende ha visto il mondo
ma forse sai e lo dirai con magiche parole.

Ophelia, le tue parole al vento si perdono nel tempo,
ma chi vorrà le troverà in tintinnii corrosi.

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