Volume VIII (1975)

Giugno ’73

Fabrizio De Andrè

Giugno ’73 da Volume VIII, Fabrizio De Andrè
Giugno ’73, testo
Tua madre ce l'ha molto con me
perché sono sposato e in più canto
però canto bene e non so se tua madre
sia altrettanto capace a vergognarsi di me.

La gazza che ti ho regalato
è morta, tua sorella ne ha pianto,
quel giorno non avevano fiori, peccato,
quel giorno vendevano gazze parlanti.

E speravo che avrebbe insegnato a tua madre
A dirmi "Ciao come stai ",
insomma non proprio a cantare
per quello ci sono già io come sai.

I miei amici sono tutti educati con te
però vestono in modo un po' strano
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi
"Sono loro stasera i migliori che abbiamo ".

E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa
Nell'imbuto di un polsino slacciato.
I miei amici ti hanno dato la mano,
li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano.

E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l'ho già regalato
e lo stesso quei due peli d'elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.

Poi il resto viene sempre da sé
i tuoi "Aiuto" saranno ancora salvati
io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.
Giugno ’73, note e significato

Ecco uno stralcio dell'intervista dove De Andrè parla di "Giugno '73":

"Anche Giugno '73 è una canzone autobiografica. L'ho scritta per una ragazza di nome Roberta, con la quale avevo vissuto due anni, fra la mia prima moglie e Dori. Tutti credono sia stata scritta per Dori, invece no."

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