Volume VIII (1975)

Le Storie di Ieri

Fabrizio De Andrè

Le Storie di Ieri da Volume VIII, Fabrizio De Andrè
Le Storie di Ieri, testo
Mio padre aveva un sogno comune
condiviso dalla sua generazione
la mascella al cortile parlava
troppi morti lo hanno tradito
tutta gente che aveva capito.

E il bambino nel cortile sta giocando
tira sassi nel cielo e nel mare
ogni volta che colpisce una stella
chiude gli occhi e si mette a sognare
chiude gli occhi e si mette a volare.

E i cavalli a Salò sono morti di noia
a giocare col nero perdi sempre
Mussolini ha scritto anche poesie
i poeti che strade creature
ogni volta che parlano è una truffa.

Ma mio padre è un ragazzo tranquillo
la mattina legge molti giornali
è convinto di avere delle idee
e suo figlio è una nave pirata
e suo figlio è una nave pirata.

E anche adesso è rimasta una scritta nera
sopra il muro davanti casa mia
dice che il movimento vincerà
il Gran Capo ha la faccia serena
la cravatta intonata alla camicia.

Ma il bambino nel cortile si è fermato
si è stancato di seguire gli aquiloni
si è seduto tra i ricordi vicini i rumori lontani
guarda il muro e si guarda le mani
guarda il muro e si guarda le mani
guarda il muro e si guarda le mani.
Le Storie di Ieri, note e significato

Il testo e la musica di "Le Storie di Ieri" sono di Francesco De Gregori che ne aveva inciso una sua versione per il disco "Francesco De Gregori". La casa discografica RCS Italia decise però di non includere la traccia nell'album del cantautore romano.

L'unica variazione nel testo di De Andrè è "Il Gran Capo ha la faccia serena" invece di "Almirante ha la faccia serena". De Gregori registrerà nuovamente "Le Storie di Ieri" nel disco "Rimmel" (1975)

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