Il Bandito e il Campione (1998)

Il Bandito e il Campione

Francesco De Gregori

Il Bandito e il Campione da Il Bandito e il Campione, Francesco De Gregori
Il Bandito e il Campione, testo
Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
un'unica passione per la bicicletta
un incrocio di destini in una strana storia
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
una storia d'altri tempi, di prima del motore
quando si correva per rabbia o per amore
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
e chi sarà il campione già si capisce

Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è dietro a quella curva, è sempre più distante.

E dietro alla curva del tempo che vola
c'è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola
se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale
Sante il bandito ha una mira eccezionale
e lo sanno le banche e lo sa la questura
Sante il bandito mette proprio paura
e non servono le taglie e non basta il coraggio
Sante il bandito ha troppo vantaggio

Fu antica miseria o un torto subito
a fare del ragazzo un feroce bandito
ma al proprio destino nessuno gli sfugge
cercavi Giustizia ma trovasti la Legge

Ma un bravo poliziotto che sa fare il suo mestiere
sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere
e ti fece cadere la tua grande passione
di aspettare l'arrivo dell'amico campione
quel traguardo volante ti vide in manette
brillavano al sole come due biciclette
Sante Pollastri il tuo Giro è finito
e già si racconta che qualcuno ha tradito.

Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è sempre più lontano, è sempre più distante
sempre più lontano, sempre più distante

Vai Girardengo, non si vede più Sante
Sempre più lontano, sempre più distante
Il Bandito e il Campione, note e significato

La canzone "Il bandito e il Campione" è stata scritta da Luigi Grechi (nome d'arte di Luigi De Gregori, fratello del più noto Francesco). Si ispira a un fatto realmente accaduto, raccontato a Grechi dall'amico Giancarlo Cabella:

Sante Pollastri (1899 - 1978), originario di Novi Ligure e amico d'infanzia del famoso ciclista Costante Girardengo, era un bandito e assassino, particolarmente ostile nei confronti di Poliziotti e Carabinieri (ne ucciderà quasi una ventina), forse a causa di traumi subiti nell'adolescenza (si racconta che il fratello, gravemente malato, fosse stato ugualmente costretto ad arruolarsi per poi morire in caserma).

Le sue gesta sono poco note, in quanto filtrate dalla censura fascista, ma pare certo il suo coinvolgimento in numerose rapine realizzate allo scopo di finanziare i movimenti antifascisti, in particolare quello anarchico.

Viene arrestato, in seguito a una soffiata, a Parigi, dove si era recato per assistere all'arrivo dell'amico Girardengo, del quale era un grande tifoso, avendo condiviso con lui fin dall'infanzia la passione per il ciclismo. É ancora ignota, e probabilmente lo resterà per sempre, l'identità della spia, anche se molti sostengono che sia stato lo stesso Girardengo a tradire l'amico, col quale si era tenuto in contatto anche durante la latitanza. Condannato all'ergastolo, verrà graziato nel 1959.

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