Fabrizio De Andrè (Indiano) (1981)

Hotel Supramonte

Fabrizio De Andrè

Hotel Supramonte da Fabrizio De Andrè (Indiano), Fabrizio De Andrè
Hotel Supramonte, testo
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.
Hotel Supramonte, note e significato
L'articolo de Unione Sarda
(clicca l'immagine per ingrandire)

Hotel Supramonte, adattato da un testo iniziale di Massimo Bubola, racconta in maniera poetica l'esperienza della prigionia vissuta da De André e da sua moglie Dori Ghezzi, in seguito al rapimento avvenuto la sera del 27 Agosto 1979. Il titolo della canzone si riferisce al Supramonte, la catena montuosa che si snoda nella zona centro-orientale della Sardegna, da sempre nascondiglio di banditi, latitanti e contrabbandieri.

I due furono tenuti prigionieri per quasi quattro mesi nei pressi di Pattada, alle pendici del Monte Lerno. Vennero liberati, in seguito al pagamento di un cospicuo riscatto, rispettivamente il 22 e il 21 Dicembre dello stesso anno. Qui a lato riporto l'articolo originale, trovato sul mitico sito di Via del Campo, del giornale Unione Sarda che racconta l'accaduto.

Il giorno successivo alla liberazione, intervistato da numerosi giornalisti, De Andrè sottolineò il lato umano dei rapitori ("...ci consentivano, a volte, di rimanere a lungo slegati e senza bende") esprimendo in qualche modo pietà per il loro crimine ("Noi ne siamo venuti fuori, mentre loro non potranno farlo mai"). Il cantautore genovese disse addirittura di essere riuscito a perdonare i carcerieri (ma non il mandante).

[...] Ho perdonato loro [i sequestratori] perchè, potendoci fare del male, hanno scelto di trattarci bene. Vorrei che certi catoni, certa gente che mi dice 'Dovevi prima impiccare e poi perdonare', vivessero l'esperienza che abbiamo vissuto noi e provassero quanto è importante, in quelle condizioni, essere trattati con umanità.

Hotel Supramonte, tablatura e accordi
L'arpeggio usato in Hotel Supramonte è standard:

e----------2-----------3-------
B--------3---3-------3---3----
G------2-------2---2-------2--
D----0-----------0-------------
A-------------------------------
E-------------------------------

Da notare l'alternarsi del Re4.
Negli altri accordi, viene semplicemente cambiato il basso
(ad esempio, sul Sol si suona il primo basso sulla sesta corda e poi il Mi sulla quarta).
Parecchio difficile da cantare, soprattutto i primi due versi.

     Re
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
      Sol                              Re
e una lettera vera di notte e falsa di giorno
      Mi-                          Re
e poi scuse accuse e scuse senza ritorno
      Si-                       La
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
        Si-                       La
col tuo ordine discreto dentro al cuore
   Re       La        Sol      Re                    La
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un singore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perchè domani sarà un giorno lungo e senza parole
perchè domani sarà un giorno icerto di nuvole e sole
ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.

2 risposte a “Hotel Supramonte”

  1. Sapete dove De Andrè ha detto quanto segue e in che anno? Grazie — “Era la psicologia dei nostri carcerieri. Era come se dicessero: ‘A me non manca niente, ma perché mi devi mettere sotto il naso la villa con la piscina, l’automobile, l’areo privato? A questo punto me ne crei il bisogno”

    1. Ciao Carlo! Non ho mai sentito di un simile commento e non riesco a trovarlo su internet. Forse è preso da qualche libro? Tu dove l’hai trovato?

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