Sulla Strada (2012)

La Ragazza del ’95

Francesco De Gregori

La Ragazza del ’95 da Sulla Strada, Francesco De Gregori
La Ragazza del ’95, testo
Oggi è un giorno perfetto
Per volare
Per staccare l'ombra da questo cortile
La signora dei passaporti
Ha messo un timbro speciale
Oggi è un giorno perfetto per volare
Oggi è un giorno perfetto per non morire

Perché una rosa è una rosa è una rosa
Anche se c'è da camminare
E la strada non è in discesa
Una rosa è una rosa è una rosa
Diversamente non si può chiamare
Una ragazza del '95 che si sta per imbarcare
Una rosa è una rosa è una rosa
Anche nel sole di Gibilterra
Il tempo scivola sull'orizzonte
Comincia il mare
Comincia la terra
Comincia il mare
Comincia la terra
Comincia il mare
Ricomincia la terra

Oggi è un giorno perfetto per volare
Oggi penso che il futuro sia un dovere
Il ministero della speranza
Ha detto che si può sperare
Oggi è un giorno perfetto per volare
Oggi è un giorno che c'è tutto da capire

Perché una rosa è una rosa è una rosa
Anche nel fuoco di ferragosto
Una ragazza del '95
In questo volo a basso costo
Rimette a posto il cellulare
Intanto scivola su Gibilterra
Comincia la terra e ricomincia il mare
E il tempo scivola su Gibilterra
Comincia la terra e ricomincia il mare
La Ragazza del ’95, note e significato

Racconta De Gregori a proposito de "La Ragazza del '95":

"Credo che sia un messaggio forte perché si è sempre parlato di diritto al futuro. Che è intoccabile, ma ai giovani bisogna anche raccontare che va coniugato con l'impegno, i sacrifici, che affrontare l'incertezza e l'ambiguità del futuro lo si fa esponendo il petto alla mitraglia, altrimenti non si esce dalla trincea. Credo però che loro lo sappiano, ne siano consapevoli. Chi ha vent'anni va incontro a un mondo che non è risolto. Va verso l'incognito, un futuro in qualche misura preoccupante, carico di opportunità ma anche di rischi. Ma si affronta meglio con la consapevolezza che è anche nelle nostre mani la possibilità di dare un indirizzo alla nostra vita e al luogo in cui viviamo."

"Questo gesto obbligatorio [rimettere a posto il cellulare] che dobbiamo compiere in aereo nella canzone si trasforma in un atto liberatorio: rompo la comunicazione e in questo momento sono io che sto viaggiando, sono io che passo sopra le colonne d'Ercole, non mi mandate messaggini, non mi cercate. Il viaggio durerà due o tre ore, ma in questo spazio sono solo con me stesso. Questa facilità di viaggiare che hanno oggi i ragazzi con i voli a basso costo è augurabile che si trasformi in libertà intellettuale, in conoscenza, in capacità di apprendere, di crescere, di capire le cose."

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