Sulla Strada (2012)

Omero al Cantagiro

Francesco De Gregori

Omero al Cantagiro da Sulla Strada, Francesco De Gregori
Omero al Cantagiro, testo
Piove che Dio la manda
Sulle bocche aperte
Piove che ci si bagna
Sulle macchine scoperte

Sarà bellissimo fermare il tuo spettacolo
In un fotogramma
Raccogliere pioggia e canzoni
Come fosse la manna

Perché ho fatto più di 100 chilometri per essere qui
A farti firmare i miei dischi
A ringraziarti che esisti
Fra lacrime e fischi

Cantami, Omero, cantami una canzone
Di ferro e di fuoco e di sangue e d'amore e passione
Lo sai che privato e politico
Li confondono spesso

Sarà diversa la musica
Ma il controcanto è lo stesso

Servono piedi buoni per la salita, fortuna e talento
E calli sulla punta delle dita
Per vedere di far suonare questa chitarra
Che sotto la pioggia risplende come un'arma da guerra

Giove dall'alto scaglia le sue saette
E si alzano dieci palette
Ed è subito notte, e la radio trasmette
E la pioggia non smette

Cantami, Omero
Cantami una canzone
Che nascondi nel pugno
Fallimento e successo

Sarà diversa la musica
Ma il pentagramma è lo stesso

Sarà bellissimo fermare questa musica in un fotogramma
Raccogliere pioggia e canzoni come fosse la manna
Perché ho fatto più di 100 chilometri per essere qui
A farmi bagnare i miei dischi, a vedere se esisti
Ma ognuno si prende i suoi rischi

Caldo e solenne sale sul palco Omero
Omero al Cantagiro, note e significato

Racconta De Gregori a proposito di "Omero al Cantagiro":

"['Omero al Cantagiro'] È l'altra faccia della medaglia [rispetto a 'Guarda che non sono io'], il rapporto divistico con lo spettacolo. Io lo percepisco di riflesso, ma mi ricordo di averlo vissuto quand'ero giovane dalla parte del fan. Ascoltavo tutte le canzoni di Morandi: ero piccolissimo ma 'In ginocchio da te', 'Non son degno di te' e 'Se non avessi più te' sono tre canzoni che hanno molto influenzatola mia immaginazione di adolescente che vedeva questo bel ragazzo che era Gianni Morandi innamorato di quella bellissima ragazza che era Laura Efrikian, andavo a vedere i film. Ho fatto il fan e lo farei ancora se incontrassi qui Bob Dylan o... Bèh, pochi altri insieme a lui. Paolo Conte e altri che stimo. Avrei un atteggiamento se non di devozione comunque di un interesse che forse loro giudicherebbero ipertrofico."

"Io sono affezionato al ricordo del Cantagiro, quando non facevo ancora questo mestiere mi affascinava quel mondo, i cantanti mi sembravano figure mitologiche, Caterina Caselli era una dea... E così mi sono immaginato un cantante chiamato Omero, o forse è Omero stesso, che compare nella domesticità di quel mondo per regalare qualcosa di poetico, per rivendicare a questo lavoro una dignità spesso negata...». Però c'è un verso che suggerisce altre interpretazioni, «Lo sai che privato e politico si confondono spesso / Cambia la musica ma il controcanto è lo stesso»: Ma certo, Omero è privato e politico, la guerra di Troia e il ritorno di Ulisse... La faccenda del privato che è politico mica me la sono inventata io con Rimmel"

"[Il cantagiro] Era un concorso musicale, oggi ce ne sono altri. Nella canzone piove dall'inizio alla fine. È una pioggia come quella di Blade runner: piove sul mondo del mio mestiere. C'è crisi forte, non solo economica, ma anche artistica. Nella pioggia un Omero miracolosamente sale sul palco e canta la guerra di Troia. Per fortuna nella musica ci sono tanti piccoli Omeri che tirano la baracca, mentre nessuno pensa più alla musica. La discografia non c'è più. Lo Stato aiuta altri prodotti come il cinema, anche quando non lo merita. So che non è il momento di chiedere soldi, ma è come se noi producessimo gomma da masticare, come se con De Andrè, Paoli, Jannacci o Ligabue la musica leggera non avesse scritto pagine importanti per questo Paese"

Una risposta a “Omero al Cantagiro”

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