D’Amore di Morte e di Altre Sciocchezze (1996)

Quattro Stracci

Francesco Guccini

Quattro Stracci da D’Amore di Morte e di Altre Sciocchezze, Francesco Guccini
Quattro Stracci, testo
E guardo fuori dalla finestra
e vedo quel muro solito che tu sai,
sigaretta o penna nella mia destra,
simboli frivoli che non hai amato mai;
quello che ho addosso non ti è mai piaciuto,
racconto e dico e ti sembro muto,
fumare e scrivere ti suona strano,
meglio le mani di un artigiano
e cancellarmi è tutto quel che fai
ma io sono fiero del mio sognare,
di questo eterno mio incespicare
e rido in faccia a quello che cerchi e che mai avrai.

Non sai che ci vuole scienza, ci vuol costanza,
ad invecchiare senza maturità;
ma maturo o meno io ne ho abbastanza
della complessa tua semplicità
ma poi chi ha detto che tu abbia ragione,
coi tuoi "Also sprach" di maturazione
o è un'illusione pronta per l'uso,
da eterna vittima d'un sopruso,
abuso d'un mondo chiuso e fatalità
ognuno vada dove vuole andare,
ognuno invecchi come gli pare,
ma non raccontare a me che cos'è la libertà.

La libertà delle tue pozioni, di yoga,
di erbe, psiche e di omeopatia,
di manuali contro le frustrazioni,
le inibizioni che provavi qui a casa mia,
la noia data da uno non pratico,
che non ha il polso di un matematico,
che coi motori non ci sa fare
e che non sa neanche guidare,
un tipo perso dietro le nuvole e la poesia
ma ora scommetto che vorrai provare
quel che con me non volevi fare:
fare l'amore, tirare tardi, o la fantasia.

La fantasia può portare male
se non si conosce bene come domarla,
ma costa poco, val quel che vale,
e nessuno ti può più impedire di adoperarla;
io se dio vuole non son tuo padre,
non ho nemmeno le palle quadre,
tu hai la fantasia delle idee contorte,
vai con la mente e le gambe corte
poi avrai sempre il momento giusto per sistemarla
le vie del mondo ti sono aperte,
tanto hai le spalle sempre coperte
ed avrai sempre le scuse buone per rifiutarla.

Per rifiutare sei stata un genio,
sprecando il tempo a rifiutare me,
ma non c'è un alibi, non c'è rimedio,
se guardo bene no, non c'è un perché;
nata di marzo, nata balzana,
casta che sogna d'esser puttana,
quando sei dentro vuoi esser fuori
cercando sempre i passati amori
ed hai annullato tutti fuori che te,
ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri,
quei quattro stracci in cui hai buttato l'ieri,
persa a cercar per sempre quello che non c'è.
Quattro Stracci, note e significato

Quattro Stracci parla della fine della relazione con la compagna Angela, madre della figlia Teresa, già al centro della canzone Farewell. Racconta Guccini:

E’ la storia di un amore che finisce. Feci sentire 'Farewell' alla donna che mi aveva ispirato. Alla fine, freddamente, mi disse: 'E ora che dovrei fare, piangere?'. Tornai a casa e gliene scrissi un'altra: un’invettiva, 'Quattro stracci'.

Fortunatamente, per una relazione che finisce ne inizia un'altra:

Da Quattro stracci poi comincia Vorrei, che è un'altra cosa. Queste sono storie personali che forse diventano storie di tante persone. Quattro stracci è sicuramente il punto di vista maschile della faccenda.

Una risposta a “Quattro Stracci”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.