Titanic (1982)

Caterina

Francesco De Gregori

Caterina da Titanic, Francesco De Gregori
Caterina, testo
Poi arrivò il mattino e col mattino un angelo
e quell'angelo eri tu.
Con due spalle da uccellino in un vestito troppo piccolo,
e con gli occhi ancora blu.
E la chitarra veramente la suonavi molto male,
però quando cantavi, sembrava Carnevale.
E una bottiglia ci bastava per un pomeriggio intero
a raccontarlo oggi, non sembra neanche vero.
e la vita Caterina, lo sai, non è comoda per nessuno.
Quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo,
devi rischiare la notte, il vino, e la malinconia,
la solitudine e le valigie di un amore che è volato via.
E Cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo,
e non ti bastano per piangere le lacrime di tutto il mondo.
Chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia,
quando la notte scende e ti si gelano le braccia.
Ma se soltanto per un attimo, potessi averti accanto,
forse non ti direi niente, ma ti guarderei soltanto.
Chissà se giochi ancora con i riccioli sull'orecchio,
o se guardandomi negli occhi, mi troveresti un po' più vecchio.
E quanti mascalzoni hai conosciuto e quanta gente,
e quante volte hai chiesto aiuto, ma non ti è servito a niente.
Caterina questa tua canzone la vorrei veder volare
per i tetti di Firenze, per poteri conquistare.
Caterina, note e significato

La canzone parla della cantante Caterina Bueno (1943 – 2007) che De Gregori accompagnerà con la chitarra in diversi concerti del 1971. La Bueno ricorderà infatti: "...che la chitarra la suonavo molto male è vero, altrimenti non avrei chiamato lui!". De Gregori racconta un aneddoto su un dopo concerto:

"Viene Caterina in camerino le dico «Sei contenta? Ho fatto la tua canzone.» «Sì, sì, grazie però non mi piace che dici 'per poterti consolare'». Io le dico «Caterina, ho capito, però tutti abbiamo bisogno di essere consolati nella vita». Lei mi ha guardato e mi ha fatto «Io 'un son mi'a tutti!». Ecco, questa è Caterina."

Il verso sulle cinquecento catenelle è un rimando a una canzone del repertorio della Bueno, tratta da un'antica poesia toscana:

"e cinquecento catenelle d'oro hanno legato lo tuo cuore al mio e l'hanno fatto tanto stretto il nodo che non si scioglierà né te né io"

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