Titanic (1982)

I Muscoli del Capitano

Francesco De Gregori

I Muscoli del Capitano da Titanic, Francesco De Gregori
I Muscoli del Capitano, testo
Guarda i muscoli del Capitano, tutti di plastica e di metano,
guardalo nella notte che viene, quanto sangue nelle vene.
Il Capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero fuma la pipa,
in questa alba fresca e scura, che rassomiglia un po' alla vita.
E poi il Capitano se vuole si leva l'ancora dai pantaloni e la getta nelle onde
e chiama forte quando vuole qualcosa, c'è sempre uno che gli risponde.
"Capitano, non te lo volevo dire,
ma c'è in mezzo al mare una Donna Bianca.
Così enorme alla luce delle stelle
così bella che di guardarla uno non si stanca"
.
Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali.
Ed ha un motore di un milione di cavalli, che al posto degli zoccoli hanno le ali.
La nave è fulmine, torpedine miccia, scintillante bellezza, fosforo e fantasia,
molecole d'acciaio, pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.
In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di novecento,
il futuro è una palla di cannone accesa e noi lo stiamo quasi raggiungendo.
E il Capitano dice al mozzo di bordo:
"Signor mozzo, io non vedo niente,
c'è solo un po' di nebbia che annuncia il sole,
andiamo avanti tranquillamente"
I Muscoli del Capitano, note e significato

In un concerto De Gregori introduce così "I Muscoli del Capitano":

"La prossima canzone si chiama I Muscoli Del Capitano, un capitano imbecille e dispettoso, che ci insegna a diffidare da tutti i capitani, soprattutto di quelli che hanno muscoli troppo grossi, e anche da quelli che anche avendoceli molto piccoli, li ostentano e ce li fanno vedere"

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