Titanic (1982)

L’Abbigliamento di un Fuochista

Francesco De Gregori

L’Abbigliamento di un Fuochista da Titanic, Francesco De Gregori
L’Abbigliamento di un Fuochista, testo
Figlio con quali occhi, con quali occhi ti devo vedere,
Coi pantaloni consumati al sedere e queste scarpe nuove nuove.
Figlio senza domani, con questo sguardo di animale in fuga,
e queste lacrime sul bagnasciuga che non ne vogliono sapere.
Figlio con un piede ancora in terra e l'altro già nel mare,
con una giacchetta per coprirti ed un berretto per salutare,
e i soldi chiusi dentro alla cintura, che nessuno te li può strappare,
la gente oggi non ha più paura, nemmeno di rubare.

Ma mamma a me mi rubano la vita, quando mi mettono a faticare,
per pochi dollari nelle caldaie sotto al livello del mare.
In questa nera nera nave che mi dicono che non può affondare.
In questa nera nera nave che mi dicono che non può affondare.

Figlio con quali occhi e quale pena dentro al cuore.
Adesso che la nave se ne è andata e sta tornando il rimorchiatore.
Figlio senza catene, senza camicia così come sei nato.
Su questo Atlantico cattivo, figlio già dimenticato.
Figlio che avevi tutto e che non ti mancava niente
che andrai a confondere la tua faccia con la faccia dell'altra gente.
E che ti sposerai probabilmente in un bordello americano
E avrai dei figli da una donna strana e che non parlano l'italiano.

Ma mamma io per dirti io vero l'italiano non so cosa sia.
E pure se attraverso il mondo, non conosco la geografia.
In questa nera nera nave che mi dicono che non può affondare.
In questa nera nera nave che mi dicono, che non può affondare.
L’Abbigliamento di un Fuochista, note e significato

"L'abbigliamento di un Fuochista" è cantata con Giovanna Marini. De Gregori racconta:

"Uno dei momenti migliori fu quando venne Giovanna [Marini] a cantare con me la canzone del Fuochista. Lei era per me, e lo è tuttora, una specie di mito e così io ero quasi imbarazzato a spiegarle esattamente cosa volevo che facesse, ma lei è stata stupenda, molto ansiosa di collaborare e di rendermi la vita facile. Io sarei stato lì delle ore a sentirla cantare e a cantare con lei. Quando poi lei se ne andò ed io rimasi da solo, cominciai ad ascoltare e riascoltare il nastro appena registrato e capii che grazie a lei quella canzone era venuta fuori esattamente come doveva essere, esattamente come era dentro la mia testa nel momento stesso in cui la stavo scrivendo."

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.