De Gregori (1978)

L’Impiccato

Francesco De Gregori

L’Impiccato da De Gregori, Francesco De Gregori
L’Impiccato, testo
Uno l'hanno preso ieri sera,
giovane, giovane.
Figlio di buona donna era,
figlio di buona donna e pure ladro,
con un sorriso tutto denti di cane,
si nascondeva dietro una serie di "che ne so".
Poi ne hanno preso un altro,
padre di famiglia, faccia scura, scura,
vestito grigio, camicia, cravatta
sguardo perduto all'arrivo in questura.
Il terzo, accusato di oltraggio,
non fece in tempo ad aprire la bocca che
un pugno lo mise a sedere.
Allora chiese una sigaretta e confessò in fretta
tutto quello che il Commissario voleva sapere.
Il quarto si chiamava Tommaso
e pregava e piangeva.
Chiese di telefonare all'avvocato,
ma l'avvocato non rispondeva.
Il quinto venne assunto in galera
per un indizio da niente,
venne assunto in galera.
Il quinto venne assunto in galera
per un indizio da poco
e fu crocifisso col ferro e col fuoco.
Forse per un errore, forse perché era stato scoperto,
forse un'implicita confessione
o soltanto lo sconforto.
Tutti si domandarono di che segno era il morto.

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