Terra di Nessuno (1987)

I Matti

Francesco De Gregori

I Matti da Terra di Nessuno, Francesco De Gregori
I Matti, testo
I matti vanno contenti, tra il campo e la ferrovia,
a caccia di grilli e serpenti, a caccia di grilli e serpenti.
I matti vanno contenti, a guinzaglio della pazzia,
a caccia di grilli e serpenti, tra il campo e la ferrovia.
I matti non hanno più, niente, intorno a loro più nessuna città,
anche se strillano chi li sente, anche se strillano che fa.
I matti vanno contenti, sull'orlo della normalità,
come stelle cadenti, nel mare della tranquillità.
Trasportando grandi buste di plastica,
del peso totale del cuore.
Piene di spazzatura e di silenzio,
Piene di freddo e rumore.
I matti non hanno un cuore o se ce l'hanno è sprecato,
è una caverna tutta nera.
i matti ancora lì a pensare a un treno mai arrivato,
e a una moglie portata via da chissà quale bufera.
I matti senza la patente per camminare,
i matti tutta la vita dentro la notte, chiusi a chiave.
I matti vanno contenti, fermano il traffico con la mano,
poi attraversano il mattino, con l'aiuto di un fiasco di vino.
Si fermano lunghe ore a riposare.
le ossa e le ali, le ossa e le ali.
E dentro alle chiese, ci vanno a fumare.
centinaia di sigarette, davanti all'altare.

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