Alice non lo sa (1973)

Alice non lo sa

Francesco De Gregori

Alice non lo sa da Alice non lo sa, Francesco De Gregori
Alice non lo sa, testo
Alice guarda i gatti e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando senza fretta.
Irene al quarto piano e li tranquilla
che si guarda nello specchio e accende un'altra sigaretta.
E Lilì Marlene, bella più che mai, sorride e non ti dice la sua età
ma tutto questo Alice non lo sa.

Ma io non ci sto più, gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai cappelli,
lo sposo è impazzito, oppure ha bevuto,
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa,
non è così, che se ne andrà.

Alice guarda i gatti e i gatti muoiono nel sole,
mentre il sole a poco a poco si avvicina.
E Cesare perduto nella pioggia,
sta aspettando da sei ore, il suo amore, ballerina.
E rimane lì, a bagnarsi ancora un po',
e il tram di mezzanotte se ne va,
ma tutto questo Alice non lo sa.

Ma io non ci sto più, e i pazzi siete voi,
tutti pensarono dietro ai cappelli,
lo sposo è impazzito, oppure ha bevuto,
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa
non è così, che se ne andrà.

Alice guarda i gatti e i gatti girano nel sole,
mentre il sole fa l'amore con la luna.
Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello,
ma è convinto che sia un portafortuna.
Non ti chiede mai, pane o carità
e un posto per dormire non ce l'ha
ma tutto questo Alice, non lo sa.

Ma io non ci sto più, gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai cappelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto,
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa,
non è così che se ne andrà
Alice non lo sa, note e significato

Nella stesura originale di Alice non lo sa il verso "Il mendicante arabo ha qualcosa nel cappello" recitava in realtà "Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello" ma venne poi censurato dalla RAI. Viene citata Lili Marleen, famosa canzone d'amore diventata celebre durante la Seconda Guerra Mondiale e cantata sia dagli Alleati che dai Nazisti. É probabile che de Gregori ne sia venuto a conoscenza dalla canzone Famous Blue Raincoat di Leonard Cohen. Il Cesare a cui si fa riferimento è lo scrittore Cesare Pavese (1908 - 1950), che si ammalò di pleurite all'età di quindici anni (vedere anche le note successive).

Racconta de gregori a proposito di Alice:

Alla fine Alice cominciai a non sopportarla più perchè durante le serate tutti me la chiedevano dall'inizio alla fine, come se fosse l'unica canzone che avessi mai scritto... Io invece pensavo che anche tutte le altre fossero delle buone canzoni e così poco a poco cominciai a odiare il fatto che la gente voleva sentire Alice solo perchè l'aveva ascoltata un paio di volte alla radio e questo era l'unico motivo per cui gli piaceva. Ecco, mi dava fastidio quella grande forza che aveva la radio (o la televisione) nel determinare i gusti della gente. Poi in realtà io credo che Alice sia una bella canzone, ma mi seccava passare per 'quello che ha scritto Alice'.

Sì, l'immagine di Alice che guarda i gatti appartiene a Carroll e alle illustrazioni di John Tenniel: quella bambina con gli occhi sgranati era stato il primo impatto visivo quando da piccolo lessi il libro. La verità è che venivo da un periodo in cui ero attratto da tutto ciò che nell'arte non seguiva un filo logico. Mi ero innamorato degli scrittori dadaisti, Tristan Tzara, la scrittura automatica, avevo letto Joyce, lo stream of consciousness, Freud e l'interpretazione dei sogni.

Non avevo nessuno che mi premesse, nessuno si aspettava che vendessi dischi. Ero libero di fare tutti i danni che volevo. E la canzone me la sono scritta esattamente come pensavo si dovesse scrivere una canzone. Avevo già una musica su cui io cantavo un testo finto inglese, una specie di grammelot, ci misi sopra quello che avevo scritto... Quando la portai a Vincenzo Micocci, allora direttore artistico della Rca, e al mio produttore Edoardo de Angelis, piacque anche a loro

Il 'Cesare perduto nella pioggia', è Cesare Pavese. Avevo letto tutto di lui, e nella biografia c'è questo episodio di quando una sera aspettò per una notte Costance Dowling, donna bellissima, ballerina che lo illuse e poi lo lasciò. Alice per me è una specie di sfinge che guarda il mondo senza nessi consequenziali. Non è nemmeno chiaro se è lei la narratrice o io che scrivo. Mentre il personaggio dello sposo ha qualcosa di sicuramente autobiografico. No, non perché volessi sposarmi, ma fuggire. Una fuga che era probabilmente dalla vita cui ero predestinato da studente universitario, fare l'insegnante come mia madre o il bibliotecario come mio padre. Ma forse fuggire anche dal mondo della musica per cui ero uno strano.

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