Amore nel Pomeriggio (2001)

Condannato a Morte

Francesco De Gregori

Condannato a Morte da Amore nel Pomeriggio, Francesco De Gregori
Condannato a Morte, testo
Da qualche parte dicono che vive bene,
che relativamente non gli manca niente.
Può bere, camminare, scrivere e camminare,
fantasma senza catene.
Da qualche parte dicono è sempre uguale,
anche se non si somiglia più.
La mattina di Pasqua con le mani in tasca
e una corona di spine.
Da qualche parte al mondo suonano le sirene,
milioni di uomini cominciano a remare.
Si confondono il turno della notte e del giorno
si confondono gli agnelli con le jene.
Da qualche parte al mondo dicono, va bene
con una colomba morta tra le mani.
Fuori dall'orizzonte con il muro di fronte,
risultato senza soluzione.
Condannato a morte,
condannato a vita.
Condannato a morte per la vita.
Condannato a morte,
condannato a vita.
Condannato a morte per la vita.
Che silenzio che c'è qui intorno,
che paura che c'è qui intorno.
Religione può essere un sentimento,
religione può essere una fuga d'amore.
Religione può essere intrattenimento,
religione può essere terrore.
Da qualche parte dicono che vive bene,
anche se gli fa paura ogni rumore.
Una foglia che cade, una faccia che vede,
una notte che ha sentito abbaiare il suo cane.
Da qualche parte al mondo suonano le campane,
milioni di uomini cominciano a pregare.
Ognuno dal suo punto cardinale,
nella corrente dello stesso fiume.
Da qualche parte dicono va bene,
seduto nella pioggia sopra una panchina.
Fin quando non avrà il suo posto al sole,
tutto quanto questo mondo sarà, prigione.
Condannato a morte,
condannato a vita

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