Amore nel Pomeriggio (2001)

Spad VII S2489

Francesco De Gregori

Spad VII S2489 da Amore nel Pomeriggio, Francesco De Gregori
Spad VII S2489, testo
Una bestia di fuoco e velocità,
cinque quintali di pura bellezza.
Un angelo giallo come un lampo
e improvviso come una faina.

Eravamo una macchina sola
e io pensavo ed era cosa fatta.
Nessuno ci stava dietro,
senza peso e senza ingombro,
senza peso, senza ingombro,
solo pensiero veloce.

A terra si vedevano solo bocche spalancate,
i bambini di Lugo ci segnavano a dito.
Le donne si innamoravano
dell'aeroplano e del mio coraggio.
Ed era solo volontà di precisione,
la guerra, solo l'occasione,
e i nemici quasi complici di questa volontà,
complici e gregari della nostra temerarietà.

La terra è una parentesi tra una partenza e l'altra,
quasi un'inutile perdita di tempo,
per cose di poca importanza.
Di lassù, c'è un'altra vista del mondo,
un altro panorama della vita.

Non avremmo potuto invecchiare mai,
non dovevamo invecchiare mai,
perché non eravamo nati per invecchiare mai.

La terra è una parentesi tra una partenza e l'altra,
quasi un'inutile perdita di tempo
per cose di poca importanza.
Ecco una bestia di fuoco e aerodinamicità.
Ecco cinque quintali di vera bellezza.
Spad VII S2489, note e significato

Spad VII S2489 è stata scritta da Guido Guglielminetti e Alessandro Arianti. Il titolo della canzone si riferisce all'aereo pilotato dall'asso dell'aviazione italiana Francesco Baracca (1888 – 1918), nato a Lugo (Ravenna), la cittadina menzionata nella terza strofa, e morto durante un combattimento aereo della Prima Guerra Mondiale. A proposito di Spad VII S2489, riporto un commento apparso nel RimmelClub Forum:

Orlando getta in fondo al mare l'archibugio di Cimosco (Abominoso ordigno!) e spera così che le armi da fuoco vengano bandite dal futuro dell'umanità. La polvere da sparo è invece destinata a sovvertire per sempre i codici cavallereschi e la lealtà del duello. Così, secoli dopo nel film 'Indiana Jones' Harrison Ford abbatte a pistolettate - fra gli applausi e le risate del pubblico - l'avversario che lo aggredisce a colpi di scimitarra... Così anche lo SPAD VII S2489 di Francesco Baracca, ferito a morte dalla fortunosa fucilata di un fante partita dal fango di una trincea, diventa simbolo di combattimento sleale, di un'infrazione - anche estetica - alle regole del gioco. L'episodio ci fa pensare al gesto del ragazzo Balilla, di Davide, o di Ulisse che acceca Polifemo con l'inganno. Il fante sconosciuto è - appunto - Nessuno.

Francesco de Gregori, spads VII

Al contrario la sua vittima, Baracca, viene giustamente considerato Qualcuno, anzi un eroe. Nulla di eroico, invece, nella vita e nella morte di Antoine de Saint-Exupéry, scrittore aereo e pacifista soldato che si inabissò in un punto imprecisato della Baia degli Angeli al largo della Costa Azzurra durante un volo di ricognizione verso la fine della seconda guerra mondiale. Di lui ci restano, oltre a 'Il piccolo Principe', pochi libri in cui la condanna della guerra è dolorosa ed inappellabile.

Ancora sull'argomento: si chiamava Claude Eatherly l'uomo che sganciò la bomba atomica su Hiroshima e che venne poi ricoverato per anni in un ospedale psichiatrico americano. Consigli per gli acquisti: 'Staccando l'ombra da terra', di Daniele Del Giudice e 'L'uomo che brucia' di Massimiliano Governi. E poi i piloti sconosciuti che in Iraq e in Kosovo hanno inaugurato l'era della guerra nucleare porta a porta. La serena guerra degli aviatori. Volare, Oh Oh!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.