John Wesley Harding (1968)

I Pity the Poor Immigrant

Bob Dylan

I Pity the Poor Immigrant da John Wesley Harding, Bob Dylan
I Pity the Poor Immigrant, testo
I pity the poor immigrant
Who wishes he would’ve stayed home
Who uses all his power to do evil
But in the end is always left so alone
That man whom with his fingers cheats
And who lies with ev’ry breath
Who passionately hates his life
And likewise, fears his death

I pity the poor immigrant
Whose strength is spent in vain
Whose heaven is like Ironsides
Whose tears are like rain
Who eats but is not satisfied
Who hears but does not see
Who falls in love with wealth itself
And turns his back on me

I pity the poor immigrant
Who tramples through the mud
Who fills his mouth with laughing
And who builds his town with blood
Whose visions in the final end
Must shatter like the glass
I pity the poor immigrant
When his gladness comes to pass
Provo Pietà per il Povero Emigrante, traduzione
Provo pietà per il povero emigrante
Che avrebbe preferito restare a casa
Che usa tutto il suo potere per fare del male
ma alla fine rimane in solitudine
Quell’uomo che inganna con le sue mani
e che mente con ogni respiro
che odia la sua vita con passione
e ugualmente teme la morte

Provo pietà per il povero emigrante
la cui forza è spesa invano
Il cui paradiso ha cancelli d’acciaio
le cui lacrime sono come la pioggia
che mangia ma non è soddisfatto
che ascolta ma non riesce a vedere
che ama unicamente la ricchezza
E a me volta le spalle

Provo pietà per il povero emigrante
che si trascina in mezzo al fango
che si riempie la bocca di risate
E che costruisce la sua città col sangue
le cui visioni alla fine
si frantumeranno come il vetro
Provo pietà per il povero emigrante
Quando la sua gioia si svuoterà.

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